giovedì, 02 luglio 2009
Mi aggrappo al tuo corpo mentre sfrecciamo sul tuo scooter per le strade di Barcellona, come una moderna versione gay di Gregory Peck e Audrey Hepburn. Sospetto, ma ancora non ne ho certezza, che tra poche ore ci sarà uno dei nostri tanti epiloghi. Per il momento tento di mantenere l’equilibrio precario su questa lunga fune tesa tra l’talia e la Catalunya, come una deliziosa funambola con un ombrellino parasole in mano. Tra non molto sarò disteso a terra, mentre tu continuerai a volteggiare da provetto acrobata quale sei tra la tua asettica solitudine e i tuoi cinque carlini. Non amiamo forse la farsa? Colpa mia, temo: pensavo avresti trovato il coraggio, o forse l’irrazionalità, di volere quel che volevo anch’io. Eppure tra non molto sarò a terra, schiantato su una piccola e insignificante tragedia, che dalla tua vertiginosa altezza nemmeno percepisci. Ma dove sono i pagliacci? Fate entrare i pagliacci. Distraete il pubblico. Lo spettacolo deve andare avanti.
 
 
 Isn’t it rich?
Are we a pair?
Me here at last on the ground,
You in mid-air.
Send in the clowns.
Isn't it bliss?
Don't you approve?
One who keeps tearing around,
One who can't move.
Where are the clowns?
Send in the clowns.
Just when I'd stopped
Opening doors,
Finally knowing
The one that I wanted was yours,
Making my entrance again
With my usual flair,
Sure of my lines,
No one is there.
Don't you love farce?
My fault, I fear.
I thought that you'd want what I want -
Sorry, my dear.
But where are the clowns?
There ought to be clowns.
Quick, send in the clowns.
What a surprise.
Who could foresee
I'd come to feel about you
What you'd felt about me?
Why only now when I see
That you'd drifted away?
What a surprise.
What a cliché.
Isn't it rich?
Isn't it queer?
Losing my timing this late
In my career?
And where are the clowns?
There ought to be clowns.
Well, maybe next year . . .
 
 
postato da: AtenaGlaukopis alle ore luglio 02, 2009 14:16 | Permalink | commenti
categoria:musica, incontri, nero, distanze, paure, arrivederci, paradossi, ahi , divas, a come ale
mercoledì, 17 giugno 2009

 
Hola A.,
  
First of all I want to apologize for not answering any of your messages... I don t want you to feel guilty because you don’t have any fault.. It’s my fault... After all this time talking and chatting you were more near me than any other people... and then I started to think if I wanted a boyfriend so far away... A., you should think that we could meet on Thursday and Friday… and after that what???? You would go on living in Milan and I would go on living in Barcelona and I knew if I would meet you I couldn’t see you as a friend and finally I decided not to meet you... I thought it was the best for all of us... I’m so sorry you do not deserve to be treated as I did... you are so kind and so lovely... and I have been thinking all these days that you have been in Barcelona... it is very difficult to explain... My heart told me to meet you but my head told me that I was doing the right thing... In my head there was always remaining one thing you told me.. that you didn’t want a pen pal... I don t have anything else to say... but sorry.
 
à.
 
Io posso scordarti seguendo la rotta di un passero muto. Io posso allearmi a gente diversa che tu non conosci. Mi posso riempire di amori sfiniti che non ho voluto e sola di notte sentirmi morire e non chiederti aiuto. Io posso scordarti facendo ogni giorno una torta diversa. Io posso scordarti passando le ore a contarmi le dita. Mi posso stancare e arrivare alla notte più morta che viva e poi nel mio letto confondere i sogni nel rosso del vino. Ce la farò a non soffrire più, a non parlare più da sola. Ce la farò a non pensare a te, a non volerti più. Perduto.
 
postato da: AtenaGlaukopis alle ore giugno 17, 2009 10:22 | Permalink | commenti (16)
categoria:musica, incontri, nero, distanze, paure, paradossi, stralci, ahi , divas, a come ale
mercoledì, 03 giugno 2009
 
Llegar a la verdad es un recorrido largo. Cada día una nueva piedra de extraer del corazón, enseñar y reposicionar en el pecho. No he escondido nada. He puesto antes de toda la podredumbre, dejando en segundo plano, con mucho pudor, aquél que de buena ancla yo ha quedado: jirones de humanidad enroscados en una estructura cansada. Ahora mis dedos han dejado resbalar los tuyos por un instante. Porque he deseado por ti lo mejor. Pero tú estás enseñándome poco a la vez a querer lo que soy. Y yo aquellos dedos ya no quiero dejarle ir. Tu abrazo soñado queda cada minuto que pasa dentro de mí.
 
postato da: AtenaGlaukopis alle ore giugno 03, 2009 11:03 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, incontri, nero, distanze, paure, felicità, ahi , a come ale
giovedì, 21 maggio 2009
 
Ascolto rilassato mentre racconti deliziato un episodio divertente sulla lettura delle Ecclesiazuse. Fumo pigramente qualche sigaretta di troppo, sazio di una buona pasta al pesto e di una discreta torta salata con ricotta e carciofi. Fumo e ascolto attentamente, ma non riesco a togliermi dalle orecchie Andrea che canta Sergio: ”..Per uno che torna e ti porta una rosa, mille si sono scordati di te..”. Stasera mi hai portato una rosa. E io la conservo gelosamente nascosta eppure qua, agli occhi di tutti.
 
postato da: AtenaGlaukopis alle ore maggio 21, 2009 14:11 | Permalink | commenti (5)
categoria:musica, friends, cibo, incontri, blogger, divas, a come ale
venerdì, 15 maggio 2009
 
Forse c’è un motivo per il quale persone tanto diverse, dalle sensibilità così lontane, in momenti e luoghi differenti, hanno fatto scivolare con noncuranza la stessa stilettata: “tu sei senza pelle”. Forse c’è un motivo ben preciso se l’ho vissuta, in tutte le occasioni, come una vera e propria violenza. In fondo non siamo altro che animali guidati il più delle volte da un cieco, e spesso furente, istinto. Anche se ci piacerebbe immaginarci come raziocinanti soldatini che stringono saldamente le briglia del loro minuscolo cavallino rampante di plastica. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale contraria: è un principio fisico che sanno anche i bambini. Le persone che incontro forse non ne sono consapevoli, eppure irrazionalmente percepiscono quasi più nitidamente di quanto non faccia io stesso questa rabbia compressa, schiacciata, stipata, sofferente. Non voglio sentire tutto quello che avrei da dirmi perché ho troppa paura di non poterlo reggere. Vorrei solo esser lasciato in pace. Vorrei non aver avvelenato tutto quello che ho da dare con la violenza del percorso sul quale mi hanno obbligato a incespicare, con la violenza delle mie sfrontate percezioni elevate al cubo.
 
postato da: AtenaGlaukopis alle ore maggio 15, 2009 14:57 | Permalink | commenti (9)
categoria:musica, incontri, nero, passato, paure, autoritratto, ahi , divas, a come ale
lunedì, 11 maggio 2009
 
Blu e Turchese sono una coppia aperta e conoscono sia Grigio che Rosso, i quali sono stati entrambi due discrete cotte nella mia protratta “adolescenza gay”. Rosso ha tra i suoi scheletri nell’armadio Verde Limone, che di recente ha scopato con Arancione Chiaro, che ho conosciuto quando sono andato con Fucsia al *****, locale che frequenta anche Rosso Scuro, che è stato fidanzato con Verde prima di stare con Grigio Blu, che è il migliore amico di Verde Oliva, che frequenta Giallo, che organizza orge insieme a Oro, che è un collega di Marrone, che va sempre alla ******, il cui proprietario è amico di Prugna, che se la fa sempre con Lilla, che è il cugino di Arancione, che pensa che nessuno sappia che è gay e invece lo sanno tutti [anche perché se l’è fatto mezza Milano], tra cui Blu Scuro, che è anche il padre biologico dei figli di Viola, che è stata per anni il capo di Verde Muschio, che ha litigato con Terra Bruciata perché una volta ha preferito andar via con Nero invece di accettare il suo invito a fare le vacanze assieme a Sitges, vacanza nella quale si sono innamorati Celeste e Blu Chiaro, anche se Blu Chiaro era ancora fidanzato con Verde Scuro, che in quel frangente non c’era perché stava facendo un viaggio con il figlio, che va nel liceo dove insegna Indaco che chatta da mesi con Marrone Chiaro senza averlo mai incontrato, il quale invece vorrebbe farsi molto più volentieri quel gran bono di Azzurro.
Va da sé che nel corso degli anni me li son fatti tutti. Tranne uno.
 
postato da: AtenaGlaukopis alle ore maggio 11, 2009 11:34 | Permalink | commenti (6)
categoria:incontri, minkiate, paradossi, autoritratto, stralci, a come ale, frattaglie varie
venerdì, 08 maggio 2009
 
Le persone non possono isolare ciò che gli piace di me da ciò che li turba.
Io posso affittare solo il pacchetto completo.  
 
 
Ora che sono pioggia e come il mare vado via
Che la lunga strada del tempo io l’ho vissuta
Che ho accettato il principio di non capire me stesso
Che ho odiato ed amato come tutti, del resto, la mia vita
 No, proprio non si può dire che sono stato un modello
Di fedeltà, di coerenza, di uomo candido e smarrito
Non sono mai stato il tipo io di accettare ordini e compromessi
Con uomini, con donne e con i santi stessi
 Io ho cercato di dare, dare, dare... con molta sincerità
Ma i sentimenti e le cose portano in sé contraddizioni
 Poteva essere amore per te, per te, per te
Ma l’amore ha molte facce
Scusami adesso, se non te l’ho saputo dare
E anche nel lavoro molte volte ho mentito, ho giocato
Per pigrizia, per soldi o per paura
 Ma, ora che sono pioggia e come il mare vado via
La cosa che resta, la vedo, è sempre amore, amore
 
 
postato da: AtenaGlaukopis alle ore maggio 08, 2009 10:12 | Permalink | commenti
categoria:musica, incontri, nero, blogger, autoritratto, ahi , divas, a come ale
mercoledì, 06 maggio 2009
Oh.. oh.. come sarei dolce se con le mani ti dicessi “bravo” e come sarei forte se camminassi accanto a te senza farti ombra Ti venderei la storia delle mie paure ti venderei un sorriso e avrei il tuo amore Sognami! se stai dormendo puoi vedermi donna proprio come tu mi vuoi Sognami! se ti può far credere che mi insegni a vivere Ma da sveglio non mi insegni niente E non spararmi addosso adesso che hai davanti quella che io sono Ora ora che sono questa e posso stare sola rimanendo me stessa Tutte le mie notti non ne voglio una mia Voglio molto meno: voglio andare via! Sognami! io non ci sono: inventami! l'hai sempre e solo immaginata la tua donna Dimmelo! se vuoi andare, vai! così la libertà sei tu che me la dai 
 
 
Mr Fifty
ciao, ho letto l'aggiornamento sul tuo blog
posso continuare?
Atena
fai come credi
non ho nessuna intenzione belligerante
comunque, ho cambiato idea e non voglio chiarimenti sulle tue conclusioni
anzi, ti chiedo scusa se ti ho fatto del male e ti prego di non considerare anche queste parole come "chi nasconde la propria codardia dietro un’accozzaglia di parole fintamente ricercate messe in fila a casaccio in un pessimo esercizio di nonstile."
Ma nel blog ho trovato delle contraddizioni e non sono riuscito a conciliare momenti toccanti e laceranti di vita vissuta, sensazioni di profonda ingiustizia, con la descrizione di amplessi e di dimensioni di uccelli
Ho avuto la sensazione che tu dia più importanza alla parte sessuale che a tutto il resto
Lo trovo stridente e non adatto a te    
voglio ribadire per l'ennesima volta che rispetto le idee di tutti, ma non posso esimermi dal dire che non la penso così
tu hai letto delle cose
ne hai tratto delle sensazioni
e hai deciso di non chiedere spiegazioni e di non approfondire la nostra conoscenza
benissimo: prendo atto e ti dico addio
parliamo due “lingue” diverse
comunque che spiegazioni ti avrei dovuto chiedere?
hai emesso le tue sentenze             
tienitele strette e prosegui per la tua strada
ti auguro buona vita
addio
non sono state sentenze
se prima avevo dei dubbi, ora li hai fugati completamente
non c'è più nulla da aggiungere
da quel blog esce questo
è il messaggio che ti fa comodo leggere
non sei capace di andare neanche un millimetro in profondità
questa cosa non la posso accettare e non la accetto
non volevo farti del male
uno che non vuole fare del male non si comporta come hai fatto tu
non dice che non giudica e lo fa
voglio una persona in grado di sforzarsi di provare empatia, che abbia voglia di capire e approfondire le cose e i sentimenti
non mi voglio accontentare di una bella figurina patinata e bidimensionale
hai fatto la tua scelta
lecito
adesso vattene
ok, ora è giusto che me ne vada perché quello che riuscirei a fare è solo aggravare la situazione
ma vorrei tornare
io ho detto tutto quello che dovevo dire
tornare non ha senso
ma un po' di sensibilità non puoi mettercela anche tu? un po' di comprensione?
ne ho da vendere io
MA ho imparato A MIE SPESE
che se la usi verso le persone sbagliate ci stai solo male e non ottieni niente
La comprensione, l'empatia, la sensibilità sono doni preziosi che non vanno elargiti a vanvera
con te ho sbagliato: te le ho date subito prima di conoscerti a fondo
ed ecco quello che ho ottenuto
adesso potrei stare ore a parlarti e chattare per spiegarti quello che c'è nel blog, che, attenzione!, non rinnego: son cose che fan parte della mia vita
MA…. tu hai fatto la tua scelta e quindi qui si chiude quello che neanche era cominciato
Hai fatto un gran bel lavoro: ti faccio i miei complimenti, di cuore
mi hai rimesso in riga
mi hai ricordato che bisogna essere duri
perché appena abbassi la guardia le persone ti schiacciano
e poi ti chiedono pure di essere comprensivo con loro
dai smettila
sei tu che stai schiacciando me
ora sì, ma senza far granché
basta la verità a farlo
basta dire le cose come stanno, senza fronzoli, senza delicatezze
io non ho voluto mettere in riga nessuno
non ho voluto essere arrogante e prepotente
il mio intento non era sputare sentenze
senti, ti faccio una domanda: perché hai bisogno di rendere pubbliche le tue esperienze sessuali?
di scriverle su un blog? che rivendicazione c'è in questo? cosa vuoi dimostrare? e a chi?
non hai più diritto a ottenere delle risposte.
Lo hai perso nella notte tra lunedì e martedì
non mi pare che quella mail fosse così arrogante e maleducata
nel limite delle mie possibilità ho cercato di fare ammenda
non ci sei riuscito
ho visto
addio
  ciao
 
postato da: AtenaGlaukopis alle ore maggio 06, 2009 23:59 | Permalink | commenti (33)
categoria:musica, incontri, nero, distanze, paure, blogger, paradossi, stralci, ahi , divas, a come ale
martedì, 05 maggio 2009
 
Ricevo questa email alle 3 di stanotte:
 
Caro Atena,
ho visto il tuo blog...
Ho provato emozioni strane leggendoti, delle specie di pugni allo stomaco... ed ho decodificato, ovviamente dal mio punto di vista, anche alcune tue affermazioni in quanto tra noi intercorso. Mi sono sentito improvvisamente troppo lontano.
Non ho la testa, l'adatta intelligenza, l'esperienza, la profondità, la sufficiente elasticità...
Sono ignorante, primitivo, sognatore, naif, idealista...
Ho "rovistato tra le mie cose" ma non trovo molto da condividere ed il condivisibile lo puoi trovare anche altrove, ho dei limiti e sono d'accordo con chi ha detto che l'unico modo per non deludere gli altri con i propri limiti è non oltrepassarli mai... (mi pare sia stato Leopardi).
Non ho gli strumenti per andare oltre e non me la sento di incontrarti.
Confido nella tua comprensione, lungi da me muovere critiche, provo solo un grande senso di inadeguatezza.
Ciao
 
Riguardo la faccenda la Signora Chiara, citando il Sommo Poeta, mi esorta con un perentorio “Non ragionar di lor, ma guarda e passa”. Da bravo soldatino, eseguo la collaudata manovra con la perizia del chirurgo alle prese con l’ennesima cardiotomia. Passo e vado, pieno di amarezza, ma con la forza che queste persone non saranno mai in grado di insegnarmi. Perché io, nonostante le falle aperte nell’animo, nonostante vada in pezzi ogni giorno che passa, tengo in piedi questo precario accrocchio di sbagli e sensibilità con l’acceleratore a tavoletta con maggior dignità di chi nasconde la propria codardia dietro un’accozzaglia di parole fintamente ricercate messe in fila a casaccio in un pessimo esercizio di nonstile.
 
postato da: AtenaGlaukopis alle ore maggio 05, 2009 12:32 | Permalink | commenti (4)
categoria:musica, incontri, nero, distanze, paure, blogger, paradossi, stralci, ahi , divas, a come ale
mercoledì, 29 aprile 2009
 
È luogo comune che la crisi di mezza età colpisca intorno ai cinquant'anni. Ebbene, non è così. Una ricerca inglese sostiene che il picco di depressione arriva a 33 anni. Non importa il sesso, la nazionalità o le abitudini di vita: raggiunta quest'età l'infelicità si acuisce. Questo è quanto è emerso da una ricerca congiunta di due università inglesi. I test sono stati effettuati su un campione di due milioni di persone, in 70 paesi del mondo. Risultato? Non importa se maschi o femmine, single o sposati, gay o etero, italiani o giapponesi, a 33 anni il quadro psicoemotivo subisce un vero e proprio crollo.
 

LaCrisiDiMezzaEtà

postato da: AtenaGlaukopis alle ore aprile 29, 2009 15:09 | Permalink | commenti (17)
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